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05 luglio 2007

Dialogo sul cinema, la vita, la vodka.


"Forse ho pensato di far cinema perché non sono capace di nessun lavoro onesto. Camminavo ogni giorno su e giù per le vie di Helsinki cercando di rimediare soldi per bere ma era sempre più difficile trovarne. Allora ci siamo detti: cominciamo a fare film. Uno ha chiesto: su che cosa? Io ho risposto: su questo schifo che è la nostra vita" (Aki Kaurismäki)


Segnalo l'uscita di questo libro in cui il geniale regista Aki Kaurismäki racconta all'amico Peter von Baghdue importante critico e regista, la sua storia ripercorrendo la propria filmografia: dalla trilogia operaia, ai recenti e ottimi L'uomo senza passato e Le luci della sera. Cinema e arte, Finlandia, vodka e aneddoti personali: un libro per cinefili e amanti del regista, ma anche per i curiosi che vogliono approfondire la figura di uno dei registi più interessanti degli ultimi anni.

In uscita il 13 luglio.

Altre Info: WhipArt
Fonte: Cineblog

03 gennaio 2007

L'ultimo?

Cristano Carucci aveva in testa tre possibilità per sfangare quella maledettissima notte.
Uno.
Andare con gli altri della comitiva al centro sociale Argonauta. In programma quella sera c'era la megaspinellata di capodanno e il concerto degli Animal Death. Ma quel gruppo gli stava profondamente sulle palle. Dei fottuti integralisti vegetariani. Il loro gioco preferito era tirare braciole crude e bistecche grondanti sangue sulla platea. L'ultima volta che era andato a un loro concerto era tornato a casa tutto inzaccherato di sangue. E poi facevano uno schifo di rock anconetano...
Due.
Chiamare Ossadipesce, prendere la 126 e andare a vedere che si diceva in centro. Casomai imbucarsi a una festa. Sicuramente a mezzanotte si sarebbero fermati da qualche parte, nel panico del traffico, ubriachi lessi e avrebbero brindato all'anno nuovo in mezzo a un mare di stronzi sovreccitati che suonavano i clacson.
Oddio che tristezza!
Si rigirò nel letto. Prese dal comodino il pacchetto di Diana blu e se ne accese una.
Non sarebbe stato male se ci fossero state Esmeralda e Paola. Ma quelle due se ne erano andate a Terracina. Senza dire niente. Roba di uomini sicuramente. Avrebbe potuto fare un po' di sesso se ci fossero state.
Quando Paola si prendeva una delle sue famose pezze alcoliche finiva per dargliela.
Scopi a capodanno scopi tutto l'anno.
Tre.
Fottersene. Fottersene di tutto. Di qualsiasi cosa. Tranquillo. Un Budda. Rimanersene chiuso in camera. Barricato nel bunker. Piazzare su un disco e fare come se quella non fosse una notte speciale ma una qualsiasi di un giorno qualsiasi.

Niccolò Ammaniti - "L'ultimo Capodanno" - Mondadori
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